foto

Fabiano Caputo - Fotografo Videomaker

A quanti possano pensare di schivare le seguenti righe come si fa con un masso incontrato per strada: ogni occhio ha la sua storia.

Mi chiamo Fabiano Caputo, e ho aperto la mente al mondo l'8 aprile del 1989, in un'affollata Milano. Attenzione a non lasciarvi ingannare dalla fermezza e dalla concisione del luogo che mi ha visto in fasce: sono diventato uomo in Cilento, in una splendida bomboniera del Sud, a Sapri, in un paese che mi ha insegnato a guardare alle più piccole cose con la più grande, dinamica curiosità. Il mare mi ha istruito al calmo controllo dei sensi, la terra all'importanza del lavoro e della condivisione. Ebbene: in omaggio a ciò che vedevo, percepivo, mi figuravo, ho iniziato a fotografare. Con spirito ed enfasi sempre maggiori, con la foga di un bimbo che scarta una barretta di cioccolato. E quando il cioccolato finisce? Si parte. E se è vero che ogni fine che si rispetti precede un nuovo, entusiasmante inizio, posso affermare con sicurezza che il mio, personale restart si sia compiuto in terra toscana, precisamente fiorentina. Il gettonato capoluogo mi ha permesso di espandere ed affinare le competenze già acquisite in ambito artistico, mi ha portato ad una Laurea in Arti Visive (L.A.B.A.), e a collaborazioni che ricordo nitide e con affetto; due per tutte, l'approccio al mondo della danza contemporanea del centro Opus Ballet, verificatosi in occasione della mostra "Alla ricerca del movimento", presso il teatro Affratellamento (2009), e la partecipazione con Alessandro Carboni al progetto "Fabbrica Europa", presso il Teatro Studio di Scandicci.

Amo il viaggio per la moltitudine di soggetti/oggetti che offre allo sguardo vigile di chi sa, oltre che vedere, ascoltare; di chi sa vivere un'esperienza e trasmetterla agli altri: di qui, una forte passione per l'arte del documentare, per il reportage, per il racconto che passa attraverso me stesso e resta, comunque, oggettivamente vero. E quindi la mia esperienza in India (2012) ed Indonesia (2013): i volti di Goha, le mani di Karnataka, i contrasti di Bali, e quel continuo perdermi in motorino che mi ha fatto scoprire il Mondo, i suoi sorrisi tutti uguali, il suo affannoso diversificarsi di zona in zona. L'umiltà che quelle terre covano mi ha, di volta in volta, riportato indietro, all'umiltà dei luoghi che mi hanno seguito mentre crescevo, e che, in fondo, non ho mai completamente abbandonato: a volte c'è semplicemente bisogno di tornare a casa. E' proprio a casa, che ho avuto il piacere di vedermi assegnata la direzione artistica del Festival "Oltre il Muro" (2012-2013); è proprio a casa, che il mio raccontare attraverso le immagini ha acquisito ed acquisisce senso; è proprio a casa, che percepisco, sempre, forte, dentro di me, quella spinta vitale ad andare, quel desiderio girovago di chi sa di avere tanto ancora da assorbire e realizzare.

Ecco perché la decisione, giusto un attimo prima di partire alla volta dell'Europa, di gustarmi un ultimo step domestico a Sapri, riproponendo quell'Asia che tanto, in precedenza, mi aveva affascinato: la mostra "Scenes of life" (18-22 agosto 2013) ha fatto in modo che potessi, oltre che raccontare e raccontarmi, ricaricare zaino e batteria, e impacchettare la giusta dose di spirito nativo, quella pronta ad osservare e catturare, finanche in un'altra lingua. Solo dopo, comunque, essermi soffermato a Roma, per partecipare con le mie foto all'esposizione "Oriental Soul Express", curata dall'amica Eleonora Santonocito per la galleria Evasioni ArtStudio (22-29 novembre 2013).

E poi Londra. Londra a dicembre. Per sette mesi pioggia, parchi e London Eye. Ma soprattutto, un certo tipo di fermento artistico e culturale, una tensione tutta metropolitana che ha e mantiene milioni di forme e colori diversi, e che per questo tollera e ti avvicina. Londra e le sue gallerie (ho collaborato piacevolmente con la galleria d'arte Rex Romae), Londra e i suoi muri. Una connessione, quella con la street art, spesso magicamente e felicemente presente nei luoghi, umani e non, del mio lavoro; una connessione che mi ha permesso, oltre che di proseguire con l'appoggio artistico dato al Festival "Oltre il Muro" (cui ho partecipato anche nell'edizione 2014), sia di presentarmi come videomaker al sitoweb Global Street Art, sia di iniziare un'amicizia e un percorso professionale con lo street artist spagnolo Borondo, da me seguito nella realizzazione di alcune opere dello studio londinese. Un connubio lavorativo che è soffiato persino alle orecchie dell'alta moda, giungendo alla mente del noto stilista Valentino, per la cui maison italiana, e con l'aiuto di Carmen Maìn, è stato realizzato (dicembre 2013) uno spot pubblicitario.

Eppure mancava una Camera a Sud. In mezzo alla pioggia, l'eco, il ricordo del vento caldo. Tra ottobre e novembre, dunque, un nuovo ritorno alla mia Terra: il documentario voluto dal MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca) e dall'associazione Ecocilento, e la rivisitazione del precedente progetto asiatico, grazie alla mostra "India monocromatica" (18-24 dicembre 2014), tenuta sempre nel paese natìo. Un ripensare al già scattato, volutamente calmo e pacato; in onore di un bianco e nero purificatore, e di una cultura, quella orientale, storicamente e fieramente dolce e mitigata.

Perché ogni scatto nasconde un'anima.
Ed ogni occhio ha la sua storia.

To those who may think of avoiding the following lines like anyone would do with a boulder encountered on his way: every eye has its own history.

My name is Fabiano Caputo , and I opened my mind to the world on April 8th, 1989 in a crowded Milan. Please don't let the steadiness and the concision of the place that brought me to life deceive you: I became a man in Cilento, in a wonderful city of southern Italy, Sapri, a town that taught me how to look at the smallest things with the biggest, dynamic curiosity. From the sea I've learn the quiet control of my senses, from the land the importance of working and sharing my passions….. Anyway, as a homage to what I saw, perceived and pictured in my mind, I started to photograph. With increasing spirit and emphasis , passionate as a child unwrapping a chocolate bar. What to do when you run out of chocolate? You leave. And if it's true that every respectable end forerun a new , thrilling beginning, I can definitely affirm that my personal restart took place in Florence, Italy (Tuscany).This popular city allowed me to expand and improve the competences already gained in the artistic sphere, it led me to a Figurative Art graduation (L.A.B.A.), and also to collaborations that I remember clearly and fondly; particularly I can recall two of them: my first contact with the contemporary dance, at the Opus Ballet center, that I had in the occasion of the "In Search Of The Movement" exhibition (Alla Ricerca Del Movimento") ,at the Affratellamento Theatre (2009), and the participation with Alessandro Carboni to the project "Fabbrica Europa" at the Studio Theatre , in Scandicci.

I love travelling because of the multitude of subjects/objects that it offers to the alert eye of those who know how to observe and listen; of those who know how to enjoy an experience and share it with other people: Here comes my passion for the art of documentary, for reporting, for "telling" stories that ,passing through myself, don't lose their actual truth.

Eventually it was time for the two main experiences i went through, my trip to India (2012) and Indonesia (2013):the faces in Goa, the hands in Karnataka, the contrasts of Bali, and me repeatedly losing my way on my motor-scooter ,that showed me the World ,its smiles, all the same, its troubled diversification all over the place. The humility nursed by these lands brought me back to my childhood, and reminded me of the humility of the places that saw me growing up, the places I've never completely abandoned: sometimes you just need to come back home.

It was right at home, in my town, that I had the pleasure of undertaking the role of artistic director of the festival called "Oltre Il Muro" (2012-2013); right at home the report, made of images , makes sense; right at home I feel, always and deeply, a vital push that drives me to leave, a wandering desire that makes me realize that I have a lot to achieve and absorb.

That's why a made that decision , right before leaving for Europe and tasting a last familiar "step" in Sapri, recalling the Asian world again, a world that deeply seduced me in the past days: the exhibition "scenes of life" (18-22 Aug 2013) allowed me to reload my backpack and battery , as well as to tell stories and scenes of my own life, without losing the chance to collect the right dose of native spirit, a spirit ready to observe and catch, breaking through the language frontiers.

All That comes before my experience in Rome, where I and my photos had the opportunity to take part in the "oriental soul express" exhibition (22-29 Nov 2013), curated by my friend Eleonora Santocinto, in association with the "Evasioni ArtStudio" gallery. Finally London. December 2013. Seven months of rain , parks and London Eye. Above all, I enjoyed a certain kind of cultural and artistic ferment and at the same time the metropolitan tension, which has and maintains millions of different shapes and colours , and for this reason the city tolerates and opens to you. I enjoyed London and its galleries (I made a pleasant collaboration with the "Rex Romae" gallery). I enjoyed London and its walls. I felt a connection bonding me to the street art, often happily and magically present in several places and moments of my work; this particular connection offered me the possibility to keep on giving my artistic support to "Oltre Il Muro" (a street art festival I took part in, on 2013 and 2014), as well as to make a first debut as a video maker on the "global street art" web site. The same connection also allowed me to start both a friendship and a professional journey with Borondo, a Spanish street artist who I followed in the making of some works in London. Interestingly this cooperation reached the ears of the top levels of the fashion industry, eventually catching the interest of Valentino , the popular stylist, whose Italian "maison" commissioned me and Borondo to make a video advertisement (Dec 2013), in collaboration with Carmen Maìn.

Nevertheless nostalgia was knocking on my door, i began missing the south and its worm wind. That's why , on November , a came back home , determined to start new and fresh projects : the documentary requested by the MIUR (ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca) and the "Ecocilento" association; "India Monocromatica" (18-24 Dec 2014), a remake of my previous project about Asian Countries, that brought me to reflect on the "already-shot" , intentionally calm and peaceful, in honour of a purifying black-and-white , and in honour of the oriental culture, historically and proudly sweet and quiet.

Because every shot hides a soul.
Every eye has its own history.

fabianocaputo@libero.it   //   +39 347 5110946   //  Scarica la brochure   //  Pagina Facebook